Nelle storie che ha incontrato sul suo cammino e che racconta in questo libro, Barbara Nappini evidenzia perché sia necessario cambiare direzione. Perché non sia più possibile perseverare in un sistema economico-produttivo che genera sofferenza per la nostra Terra Madre, violando i diritti e le libertà di molti popoli. Questo vale su larga scala, trovando però le peggiori contraddizioni nel sistema alimentare globale, ovvero in quel settore primario che, innanzitutto, dovrebbe mirare alla sopravvivenza degli esseri umani, nel pieno rispetto di ogni altra forma di vita. La bellezza è un motore silenzioso e potente, in grado di riconnetterci con gli altri e con quello che ci circonda: le cose belle sono le azioni quotidiane, solo apparentemente insignificanti, impastare il pane, affrontare realtà dure ma sorprendenti, come salire su una nave che salva vite in mare, discutere sulla potatura degli olivi riconoscendo il valore degli alberi e dei loro frutti, rispondere alla violenza con gesti di pace. Grandi e piccole scelte che ci permettono di restare umani. Una storia, quella di Barbara Nappini, in cui riconoscersi. Tante istanze cui aderire con slancio. «Con questo libro, Barbara Nappini – attuale presidente di Slow Food Italia – dimostra non solo di rappresentare le gambe con cui l’associazione continua a muoversi e a portare avanti le tante (forse, sempre più) battaglie del buono, pulito e giusto, ma anche, insieme a tutti i collaboratori della Chiocciola, di come l’associazione goda di una nuova “testa”, un pensiero affine e fortemente legato a quello che ci portò, nel 1989, a fondare questo movimento internazionale che oggi si vede rigenerato, rinvigorito e allineato con i tempi in cui viviamo» (dalla prefazione a firma di Carlo Petrini, fondatore Slow Food). |